venerdì 21 luglio 2017

Let's talk about books: ATENE, CANNELLA E CEMENTO ARMATO

TITOLO: Atene, cannella e cemento armato
AUTORE: Patrizio Nissirio
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 30 giugno 2017
CASA ED.: Giulio Perrone Editore
"Non troverai altre terre, non troverai altri mari. 
Ti verrà dietro la città.

Per le stesse strade girerai.

Negli stessi quartieri invecchierai;
e in queste stesse case imbiancherai.
Finirai sempre in questa città.
Verso altri luoghi - non sperare - non c'è nave per te,
non c'è altra via."
Costantino Kavafis, La Città
Quando mi è stato chiesto di leggere e poi recensire questo libro è bastato il riferimento alla città di Atene per farmi accettare. Le suggestioni che questa città richiama sono molte, ma tutte si collocano nell'antichità: ho studiato al classico ed è quasi scontato che dicendo Grecia si evochino immagini di battaglie, falangi oplitiche, grandi generali, la nascita della democrazia e la filosofia dei grandi pensatori ellenici. Sembra quasi che per me la Grecia sia relegata ad un passato mitico fatto di templi e numerose divinità sempre pronte a bisticciare tra di loro, oltre che ricordarmi le numerose ore passata a tradurre versioni! Eppure sappiamo molto bene che la Grecia non è solo storia ma è anche una realtà, gli ultimi anni ce lo hanno dimostrato, tragicamente, quando bastava accendere la tv per sentire parlare di manifestazioni, duri scontri, debito pubblico, problemi con l'Unione Europea e una popolazione ormai allo stremo delle forze.
È proprio all'intersezione tra antichità e modernità che si inserisce Atene, cannella e cemento armato, il volume edito da Giulio Perrone Editore e scritto da Patrizio Nissirio, giornalista Ansa che ha trascorso moltissimo tempo in Grecia, soprattutto nella sua capitale, Atene, e pur mostrando un dovuto rispetto per il passato della culla della civiltà occidentale, la sua riflessione si basa tutta sul presente difficile di questa nazione, sulle sue trasformazioni, i suoi crolli e le sue rinascite. A fare da fil rouge tra le varie riflessioni dell'autore le numerose ma non fastidiose citazioni di libri di autori greci contemporanei, soprattutto dei gialli di Màrkaris che si dimostrano ottimi nella loro funzione di cartina tornasole e ci danno un assaggio di ciò che Atene è oggi attraverso le avventure del commissario Charitos, collega greco del siciliano Montalbano.
Veduta di Atene e della sua acropoli
Atene dunque, che non è più la città dell'agorà, del teatro, dei templi, o meglio, lo è ancora, soprattutto per i turisti ma non solo. Atene che è diventata (e qui non ho potuto fare a meno di notare come le città del Sud, della Magna Grecia, si somiglino un po') caotica: un traffico che tutto inghiotte, che risucchia i suoi abitanti che sembrano quasi costretti a dover trascorrere le loro vite nei cubicoli delle loro auto, ma anche una città che vive nella confusione di un piano urbanistico praticamente inesistente. 
Diverse problematiche hanno contribuito a far perdere alla città il suo assetto ordinato per crescere a dismisura in modo casuale, disordinato, dettato dalle necessità contingenti: la guerra d'indipendenza dalla Turchia, l'esodo di popolazioni dall'Asia Minore nel 1922, l'occupazione nazi-fascista e la dittatura dei Colonnelli fino ad arrivare ai recentissimi sbarchi di profughi in fuga dalla disastrosa e terribile guerra in Siria, tutti questi eventi, alcuni direttamente altri in maniera indiretta, tra aumento di popolazione e una classe dirigente poco accorta, hanno fatto si che il bisogno di nuove case fosse talmente impellente da non garantire la possibilità di permettere uno sviluppo armonico della città. Alla necessità di fornire la città di nuovi centri abitativi nel minor tempo possibile si è drammaticamente aggiunta una speculazione edilizia che ha fatto in modo che si costruisse male e in poco tempo e che l'unico vantaggio fosse l'aver ingrossato i conti in banca di imprese edili, speculatori e di chiunque si ritrovasse in possesso di un pezzo di terreno edificabile.
Piazza Syntagma durante una manifestazione
La situazione sembrerebbe disperata e il libro l'elenco di un disastro dopo l'altro ma fortunatamente Nissirio ha la capacità di vedere oltre e portare con sé il lettore per mostrare un volto nuovo della città di Atene, chi saprà cercare, scevro da qualsiasi pregiudizio, potrà trovare il cuore pulsante della città, il suo centro meno turistico ma sicuramente più autentico. È qui che dal cemento armato che si fa sempre più pervasivo l'odore di cannella, simbolo di una città frizzante, viva, che si colloca a metà tra occidente e oriente e che nonostante tutto prova a risollevarsi e a recuperare quell'età dell'oro che sembrava essere iniziata con le Olimpiadi del 2004 ma che invece si sono dimostrate un fuoco fatuo e punto d'inizio della pesantissima crisi economica che a distanza di tredici anni continua a gravare sulla nazione ellenica. Segno di questa voglia di rinascita sono i numerosi centri culturali e soprattutto i caffé, luoghi d'incontro prediletti dagli artisti e dagli intellettuali dagli anni '30 ai '60 e dove era possibile incontrare scrittori del calibro di Borges, Henry Miller o Laurence Durrell, e che oggi, negli anni 2000, tentano di recuperare il loro status di luoghi di cultura e incontro nevralgici di Atene, situandosi specialmente nei quartieri di Psirì e Gazi, un tempo fatiscenti e poco raccomandabili ma che ora stanno cercando di proporsi come quartieri alla moda e prediletti dalla popolazione più giovane. Perché la vera Atene non è solo quella di Piazza Kolonaki e Piazza Syntagma o del trendy e ricercato quartiere del Licabetto, anche i quartieri periferici non vengono trascurati, rappresentando al meglio la realtà quotidiana degli ateniesi e del melting-pot che le frequenti migrazioni hanno creato, lì è possibile rintracciare la Grecia del passato e quella del futuro, dove si intrecciano la tradizione dei ristoranti che offrono piatti tipici e le sacche di delinquenza dove si muove con scioltezza il commissario Charitos inventato da Màrkaris e tutti gli altri personaggi ideati dai numerosi giallisti greci che hanno trovato in questo genere letterario il miglior modo per raccontare la loro Grecia.
Quartiere di Psirì
La scrittura di Nissirio semplice, fluida, che molto prende dal modo di scrivere e raccontare del giornalismo è certamente il modo migliore per avvicinare il lettore ad un modo nuovo di intendere Atene che può e deve essere conosciuta in tutte le sue complicate sfaccettature: il volto che offre ai turisti ma anche quello che offre a chi la vive nella sua quotidianità, i suoi interminabili incolonnamenti di automobili e la passeggiata che costeggia il mare sul Pireo (comune a sé stante ma che ormai è unito ad Atene da una serie di sobborghi). Dopo aver letto Atene, canella e cemento armato chiunque vorrà visitare la capitale ellenica troverà davanti a sé un panorama più ampio, instaurerà un dialogo più fruttuoso tra passato e presente, osservando in limine l'Europa dal luogo in cui sono nati tutti i princìpi che oggi informano il nostro moderno concetto di democrazia e scavando nelle contraddizioni di un paese e del suo popolo probabilmente capirà meglio sé stesso e il mondo che lo circonda perché dire Atene vorrà pure dire passato ma significa anche presente e gettare uno sguardo più profondo e informato sul futuro.


"Per quanto io cerchi non riesco a trovare un altro porto

che mi abbia fatta impazzire come il Pireo,

che quando si fa sera mi offre canzoni
cambia le sue pettinature
e si riempie di ragazzi."
I Ragazzi del Pireo - Melina Mercouri

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